A parte le varie leggende più o meno vere a proposito di chi ha prodotto delle hit con un semplice laptop, un minimo di attrezzatura è utile per iniziare ad addentrarsi nel mondo della computer music e della produzione audio.
Fortunatamente al giorno d’oggi esistono ottime soluzioni a prezzi impensabili fino a qualche anno fa.
Ecco i miei suggerimenti, costantemente aggiornati, per iniziare a creare il proprio home studio spendendo poco (o il giusto).
Software (DAW)
La DAW (Digital Audio Workstation) è il software dove registrerai, mixerai e produrrai la tua musica. Più o meno fanno tutte la stessa cosa, con focus per un workflow che può cambiare leggermente per assecondare i bisogni di approcci e generi musicali diversi.
Ableton Live–La mia scelta.
Esistono tantissime DAW valide (Cubase, Logic, Pro Tools…), ma io uso Ableton Live e non tornerei mai indietro. Secondo me, per chi fa musica elettronica o comunque per chi considera ilsound designparte integrante della composizione, è imbattibile.
La sua forza è nel nome:Live. È pensato per integrarsi perfettamente con le performance dal vivo, non solo per lo studio. Se poi ci abbiniPush 3(soprattutto in versione Standalone), diventa una vera e propria “DAW-less” (o almeno diciamo PC-less): divertentissimo, potentissimo e ti permette di staccarti completamente dallo schermo del computer.
E per i veri smanettoni come me c’èMax for Live: praticamente un linguaggio di programmazione dentro alla DAW che ti permette di costruire i tuoi strumenti ed effetti personalizzati (che girano pure su Push). Le possibilità sono letteralmente infinite.
Esistono tre versioni con costi diversi, ma continua a leggere perché molte delle cose che ti suggerisco di seguito ti fanno ottenere la versione Lite AGGRATIS.
Interfaccia Audio – Il Cuore dello Studio
L’interfaccia audio gestisce tutto il traffico sonoro in entrata e in uscita. È il centro di comando, sceglila bene.
Registri strumenti o voce? Ti servono ingressi audio particolari? Quanti? Fai live electronics? Sei povero e vuoi spendere poco?
Focusrite Scarlett Solo (4° gen.)–La scelta sicura.
Ottimo equilibrio tra qualità e prezzo. Ecco perché moltissimi scelgono questo prodotto per iniziare. Questa quarta generazione ha preamplificatori migliorati e include un pacchetto software eccellente (tra cui Ableton Live Lite). Se registri solo una voce o una chitarra alla volta, è una roccia.
MOTU – UltraLite-mk5–Per chi fa sul serio.
Se il tuo motto è “o tutto o niente”. Uno sbardavello di ingressi/uscite (18×22), mixer ed effetti DSP on-board. È anche DC Coupled, il che significa che puoi usarla per controllare sintetizzatori modulari tramite il computer. Io l’ho scelta proprio per questo (e perché suona da paura). La uso personalmente nei setup live più complessi.
YAMAHA Mixer AG06MK2–Per il content Creator.
Un mixer potrebbe non essere necessario, ma in alcuni contesti (come lo streaming o il live) è la svolta. Un gioiellino ibrido. È un mixer a 6 canali ma funge anche da interfaccia audio USB. La sua “killer feature” è ilLoopback, essenziale per lo streaming live (permette di rimandare nel computer l’audio che proviene dal computer stesso mixandolo con la voce). Compatibile con tutto: Windows, Mac, iOS e Android. La mia arma segreta nella creazione di contenuti per TikTok.
Monitor da Studio
Non puoi mixare quello che non senti. Avere una buona reference è fondamentale. Ecco le mie scelte per diverse tasche.
Yamaha HS5eYamaha HS7–Lo standard.
Non importa quanti soldi spenderai in futuro, prima o poi un paio di Yamaha col cono bianco le incontrerai. Sono monitor “onesti”: se il mix suona bene qui, suonerà bene ovunque. Le HS5 sono perfette per stanze piccole, le HS7 se hai un po’ più di spazio e vuoi più bassi. Da sempre presenti nel mio studio.
PreSonus Eris 3.5 Gen 2–Poca spesa, tanta resa.
Se lo spazio è tiranno o il budget è limitato, queste piccolette fanno miracoli. Per il prezzo che hanno, offrono una definizione incredibile. Ottime per iniziare senza svenarsi o come secondo ascolto. 8 di queste sono alla base del nostro setup Ambisonics per lo studio.
Adam Audio A7V–Wowzers.
Se vuoi fare il salto di qualità definitivo, dai un’occhiata alla serie A. Attualmente nel mio studio uso le A7V e sono semplicemente spettacolari. Il tweeter a nastro X-ART è una gioia per le orecchie (precisissimo ma mai stancante), ma la vera rivoluzione è l’integrazione nativa con Sonarworks. Puoi caricare il profilo di calibrazione della tua stanza direttamente dentro il DSP delle casse: questo significa ascolto perfetto e corretto senza dover caricare plugin pesanti sulla master track del computer. Una bomba vera.
Cuffie da Studio
Spesso in home studio l’acustica della stanza fa un po’ schifo (diciamocelo), quindi un buon paio di cuffie è la tua salvezza. Toglimi tutto ma non le mieBeyerdynamic. Comodità e qualità imbattibili.
- Beyerdynamic DT 770 PRO (80 Ohm)– Chiuse.
I bassi sono definiti e l’isolamento è ottimo. Sono la scelta obbligata se devi registrare voce al microfono (così il suono non rientra nella registrazione) o se lavori in ambienti rumorosi. - Beyerdynamic DT 880 PRO– Semi-aperte.
La mia scelta storica. Una via di mezzo perfetta: hanno l’aria delle aperte e un po’ di “punch” delle chiuse. Bilanciatissime per il mixaggio. Personalmente le mie cuffie di riferimento per la produzione. - Beyerdynamic DT 990 PRO X– Aperte (Nuova versione).
Queste sono la versione moderna (Pro X) delle classiche 990. Hanno nuovi driver, cavo staccabile e sono più facili da pilotare (si sentono forte anche collegate al laptop). Essendo aperte, hanno un suono spaziale e naturale, perfette per lunghe sessioni di editing e ascolto critico.
Microfoni
Scegliere un microfono è sempre un casino, ma ci sono certezze nella vita che non cambiano mai.
Shure SM58–L’immortale.
Se ti serve un microfono dinamico, lui è la risposta. È lo standard mondiale per la voce live, ma in studio fa il suo dovere su voci rock, amplificatori per chitarra e rullanti. Indistruttibile: probabilmente funzionerà ancora tra 50 anni.
Rode NT2-A–Il camaleonte.
Se hai intenzione di fare le cose seriamente e cerchi un microfono a condensatore versatile, questa è la scelta definitiva prima di spendere cifre folli. Ha diagrammi polari variabili (puoi registrare davanti, a 360 gradi o a forma di otto), filtro e pad. È letteralmente un coltellino svizzero per lo studio: ci registri voci, chitarre, cori, tutto con una qualità sorprendente.
Shure BETA 58A–IL MICROFONO DEL PAPA.
Se l’SM58 è lo standard, il Beta 58A è la sua versione “sgargiante” e iper-vitaminizzata ipercardioide. Ha più segnale, più presenza sulle alte frequenze e “buca” il mix che è un piacere. È il mio dinamico preferito assoluto.
Neumann TLM 103–Il lusso (quello vero).
Qui entriamo nel territorio dei sogni proibiti. Costa un rene, ma la pasta sonora è inconfondibile: silenziosissimo e dettagliato. Personalmente lo adoro per le voci liriche, il parlato intimo o per performance molto dinamiche dove serve catturare ogni singolo respiro e sfumatura. Forse meno adatto se devi “spingere” male o urlare (per quello preferisco un dinamico), ma per la pulizia cristallina è imbattibile.
Controller MIDI: Quale scegliere?
Qui la scelta dipende dachi seie come vuoi fare musica. Ecco tre opzioni per tre approcci diversi.
1. Il Producer / Live Performer (Focus su Ableton)
Akai Professional APC Key 25 MK2
Se usi Ableton Live, questo è il tuo coltellino svizzero. Hai una griglia di pad per lanciare le clip audio e le scene, manopole per gli effetti e una tastiera (mini) per buttare giù le idee. Costa meno di una sbronza, occupa poco spazio e ti regala Ableton Live Lite.
2. Il Beatmaker / “Voglio bei tasti”
Arturia MiniLab 3
Se per te il “feeling” dei tasti è importante, vai su Arturia. La MiniLab 3 è costruita benissimo, ha dei tasti mini ma molto suonabili, ottimi pad per fare finger-drumming e fader integrati. Esteticamente bellissima, fa la sua porca figura sulla scrivania.
3. Il Pianista (Voglio imparare a suonare)
M-Audio Keystation 61 MK3 + Pedale Sustain
Se il tuo obiettivo è imparare l’armonia, suonare a due mani o semplicemente non sopporti i tasti piccoli, ti serve un’estensione maggiore. Questa 61 tasti (5 ottave) ha tasti grandezza standard semi-pesati ed è perfetta per iniziare a studiare seriamente.
Nota da amico:Ti ho linkato il bundle con ilpedale sustainincluso. Fidati, è fondamentale. Suonare senza pedale è come guidare con il freno a mano tirato.
